giovedì 13 marzo 2014

Big Jim: il vero fidanzato di Barbie.













Con questo post esco dal seminato delle intenzioni di questa rubrica: ovvero dare il giusto lustro alla creatività italiana dell'advertising negli anni 60-70-80, le tre decadi d'oro della pubblicità.
Parlando di quegli anni però, non potevo esimermi di parlare di lui.
Certo le "sue pubblicità" non erano un gioiello di creatività, ma hanno avuto il pregio di durare 16 anni consecutivi, accompagnandoci (per chi è nato negli anni '70 come il sottoscritto) per tutta l'infanzia, sulle pagine del settimanale Topolino.
Sto parlando di Big Jim:"l'omm", da molti ricordato come il vero fidanzato – seppur ufficioso – di Barbie... l'alternativa a quel fighetto androgino di Ken.
L'uomo vero, come ci veniva inculcato in quegli anni dalle sue pubblicità (alla faccia delle polemiche odierne sulle pubblicità sessiste e sulla "gender neutrality" dei giocattoli), non poteva essere biondino e androgino né indossare polo bianche ma solo camicie a quadri da boscaiolo, e non giocava a tennis ma solo a calcio, al massimo karate.
Inoltre poteva essere vaccaro (cow boy), calciatore, taglialegna... insomma protagonista "attivo" di mille avventure. Bastava pigiare il tasto nella schiena per fargli fare con un braccio destro un colpo di karate o un pugno ben sparato.
Nato nel '72 nelle aziende Mattel come concorrente dei C.I. Joe della Hasbro, ma arrivato in Italia a fine 1973, divenne amatissimo da tutte le mamma e papà, proprio perché a differenza dei concorrenti, non era militarizzato (i C.I. Joe in Italia non hanno mai avuto successo, probabilmente a causa di pubblicità degne delle migliori americanate, con tanto di esplosioni ed elicotteri che precipitano).
L'Italia regalò a questo personaggio un successo straordinario, più di quello riscosso nella sua Patria d'origine: l'italiano medio, i papà dei fruitori del giocattolo, si identificavano idealmente nel personaggio e nel racconto delle sue avventure. Ed ebbe talmente successo che la modenese Panini gli dedicò un album di figurine tutto per lui.
Fiorirono fumetti, giochi da tavolo, linea di abbigliamento e molto altro merchandising. Tutto intorno a Big Jim, un uomo vero senza sopracciglia rifatte.
Ma erano altri anni...
Di seguito una galleria delle primissime pubblicità italiane, quelle del 72/73, quando la scritta BIG JIM non era ancora prospettica e tridimensionale, e quando il claim era " Sentiti grande"... ovvero "un vero BIG"!









Curiosità


  • Vari Big Jim e accessori appaiono nel film Mark il poliziotto, diretto da Stelvio Massi nel 1975. Nella scena in cui Mark Terzi (Franco Gasparri) e il Brigadiere Bonetti (Giampiero Albertini) effettuano un sopralluogo all'interno di un distributore all'ingrosso di giocattoli, sono presenti giochi della Mattel, principalmente personaggi e accessori della serie Big Jim.
  • A metà degli anni settanta viene prodotta l'action figure Billy Boy: si tratta di un personaggio alto circa 10cm, costruito in gomma con anima in filo di ottone, che ricalca in modo evidente la fisionomia di Big Jim. Si tratta di un giocattolo economico, monocromatico (è tutto di un unico colore incarnato), dotato di un corredo di abiti di carta, che veniva regalato con le patatine San Carlo o nelle buste sorpresa.
  • Il termine "Big Jim", negli anni settanta, entrò nel lessico popolare italiano, specie di alcune zone del Meridione, a indicare un uomo aitante, di alta statura o semplicemente di bell'aspetto. È tuttora in uso.[senza fonte]
  • Nel testo del singolo del 1992 di Elio e le Storie Tese Servi della gleba, viene citato il giocattolo Big Jim.
(fonte Wikipedia)

Nessun commento:

Posta un commento