mercoledì 5 marzo 2014

Vespa Piaggio




Parlando sempre di spirito trasgressivo e della rivoluzione giovanile che conduce gli anni 68/77, la Piaggio da il via dal 1969 in poi, ad una delle campagne pubblicitarie italiane più famose di sempre: "Chi Vespa mangia le mele", sviluppando addirittura una nuova forma di linguaggio, per farsi sentire dai giovani e parte integrante di essi...La rivoluzione giovanile e i giovani che ne facevano parte erano il nuovo target di quegli anni.
Vespare, viene usato ancora oggi dai patiti di questo scooter per definire il giro e la vacanza fatta con essa, “vado a vespare a Rimini”
Ai tempi però “vespare”, era diventato sinonimo di “petting”...da qui, l'accostamento alla mela e il frutto del peccato e della trasgressione che rappresenta, è vicino.
La seconda parte della decade sfrutta il successo delle campagne precedenti, sottolineando sempre la mela ma nei giochi di parole, come "Mela compro la Vespa!".
Si gioca anche sulla  concetto di libertà in confronto alle automobili chiamate “Sardomobili” per accostarle alle sardine nella scatola del traffico. Quindi , Piaggio: niente traffico e un forte spirito ecologista .
L'agenzia artefice di tutto questo era la Leader di Firenze capeggiata da Gilberto Filippetti, art e copy della campagna.

Curiosità:
  • Filippetti si disse sorpreso che avessero accettato la sua pubblicità, infatti a suo dire il consiglio di amministrazione Piaggio dell' epoca era over 70!”
  • Vasco Rossi cita il clame nella canzone “Bollicine”


Vespa

Agenzia: Leader, Firenze
Copy: Gilberto Filippetti.

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