sabato 23 agosto 2014

1960 -1980: La pubblicità a fumetti di Guido Crepax.






 
Prima di creare il suo celeberrimo personaggio ha lavorato in giovane età in uno studio di archittetti, realizzando delle illustrazioni quando non esistevano ancora i rendering, poi come grafico pubblicitario.
A 24 anni, giovanissimo realizzò per la Shell, una campagna intelligente che non accenna alla benzina né agli sconti, con una presenza del marchio molto discreta… una pubblicità istituzionale, che porta il lettore nel mondo delle grandi corse. Quando poi approderà a Valentina, quelle stesse automobili che aveva creato per la pubblicità andranno a finire nel fumetto. Allora l’illustrazione era molto importante nella pubblicità.
La punta di diamante. La fotografia era considerata roba vecchia, mentre l’illustrazione era la novità perché conteneva il sogno. Di certe foto lui stesso diceva “sì, molto belle però certe emozioni non me le danno”, perché legava il contenuto emotivo al disegno. Le foto semmai le usava per prendere spunto dagli abiti o dal design dell’epoca… ritagliava, incollava, e in questo senso diventavano fondamentali, perché lui non solo non viaggiava ma usciva anche molto poco. Le sole cose che gli interessavano erano il cinema e le mostre, però non sarebbe mai andato a una sfilata di moda, per esempio.

(articolo di Giuseppe Mazza dalla rivista Bill n.07)

Questo era il 1957.
Ricordiamo alcuni suoi lavori:  la campagna della Rhodiatoce del 1970, dove creò il personaggio di Terry con il claim celeberrimo in quegli anni “Terry vuole Terital”; per la Dunlop inventò Dunlopella; per la Overfil “Filati da favola”; poi disegni per Cinzano, Shampo Clear, Radio Exim.
Il suo apporto al mondo dell’adv è stato davvero grande anche se non ha mai negato di preferire l’illustrazione alla pubblicità.
[…] perché ti obbliga ad inventare cose che ingannano il fruitore. In altre parole quando devo fare una pubblicità sento che la mia artisticità è legata al prodotto e non libera come quando disegno le mie storie a fumetti.
La pubblicità, insomma mi crea dei blocchi.
Non a caso Valentina, che fa la fotografa di moda, ride poco, questo accade proprio perché la pubblicità ride molto. Devo dire però che di recente sono stato molto soddisfatto dei disegni che ho realizzato per la Overfil. Lo slogan da illustrare era: «Filati da favola», che mi ha permesso di muovermi liberamente disegnando delle donne immerse in un mondo favolistico’.

Penso proprio che sia da ricercare nella chiave favolistica il contributo maggiore che Crepax abbia offerto alla pubblicità.





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