venerdì 19 giugno 2015

1965 – 1989. L'incontro tra un polipetto ed un fotografo famosi.

La storia che raccontiamo oggi è una storia legata a filo (di lana) doppio tra un polipetto e un fotografo, entrambi di fama internazionale.
Il polipetto è l'icona di un maglificio trevigiano creato e disegnato da Franco Giacometti nel 1971, riproduzione di una trama tessile detta in dialetto veneziano “folpetto” ovvero Polipetto, accompagnato da un lettering per l'epoca molto originale. 
Il brand , per chi non l'avesse ancora capito, è quello della Benetton. 
Il fotografo, ovviamente, è Oliviero Toscano. 
La storia dell'azienda nasce nel 1961 con una felice intuizione: anziché usare colori di lane diverse per i propri maglioni si lavorava la lana grezza e la si colorava a seconda dell'esigenza della moda del momento.
E dei colori se ne occupò anche il secondo protagonista di questa storia ,appunto, il fotografo e art director Oliviero Toscani, che usava per la pubblicita dell'azienda sempre modelli di etnie diverse.
La collaborazione con la Benetton inizia nel 1982 e grazie all'uso continuo di tematiche molto scottanti come il razzismo, l'alcol, l'Aids e l'omossessualità per i suoi discussi manifesti, ne consacra la fama mondiale.
Nel 1989 ideò lo slogan “tutti i colori del mondo” che diventerà prima l'headline dell'azienda poi vero e proprio marchio (United colors of benetton) disegnato da Bruno Sutter.
( per la cronaca, nel 1996 , da centrale le scritte avranno una giustificazione a sinistra, restyling di Massimo Vignelli).
Nelle immagini forti di Toscano sembra che non ci sia nessuna attinenza tra esse e il prodotto Benetton pubblicizzato ma in realtà non è così: esiste sempre una corrispondenza cromatica e simbolica con il clame, cioè che il colore abbatte ogni barriera.


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