giovedì 10 settembre 2015

Anni 80: Giorgio Cavazzano e la comunicazione pubblicitaria

Giorgio Cavazzano (Venezia, 19 ottobre 1947) è un grande fumettista italiano e uno dei disegnatori di fumetti umoristici più apprezzati in Europa. È colui che ha apportato modernità e innovazione allo stile Disney per illustrarne le storie di Topolino e Paperino – diventandone immediatamente un caposaldo, emulato dai giovani disegnatori –, lavora nella creazione di fumetti umoristici, e ha all’attivo numerosi lavori nel campo dell’animazione e della pubblicità.
Il focus di oggi è appunto s quest’ultima parte della sua attività, dato che il Maestro ha creato il character design di diversi personaggi pubblicitari negli anni 70/80, il periodo trattato da ADVintage.
Di lui ne parla in maniera egregia Gianni Brunoro, in un articolo per “L’autore e il fumetto”, Edizioni del Grifo (1994) che ringraziamo e di cui vi proponiamo un estratto.

Nel 1989, la Eldorado aveva avviato per i propri gelati, sulle pagine dei rotocalchi, una campagna pubblicitaria affidata alla “mano” umoristica di Silver, l’autore di Lupo Alberto. Dovendo poi, per continuarla l’anno successivo, cambiare il disegnatore, ne furono contattati alcuni e le loro proposte, testate direttamente sui punti vendita, furono sottoposte su mamme e bambini, cioè sugli acquirenti diretti: fu scelto proprio Cavazzano. Quindi è stata “scientificamente dimostrata la gradevolezza del suo modo dì disegnare per la pubblicità. Beninteso, non era necessario attendere l’ Eldorado per una affermazione del genere, visto che è dai remoti anni Sessanta che i lettori lo dimostrano in continuazione. Ma certo la pubblicità, con le sue concretezze operative, lo ha sancito in maniera incontrovertibile benché, quella non fosse “la prima volta” pubblicitaria. Era anzi, allora, l’ultima fra quelle a cui gli era stato chiesto di partecipare, e quella rivelatasi in seguito, per lui, la più prolungata e consistente. La prima campagna pubblicitaria di rilievo alla quale egli ha collaborato risale al 1979 ed era una specie di campagna istituzionale, per lo meno nel senso che venne pubblicata su uno cli quei periodici che si chiamano “house organ”, vale a dire quelle pubblicazioni che le imprese di qualunque tipo usano per reclamizzare, in certo senso, se stesse, o meglio per offrire di sé una determinata immagine sia al pubblico sia, spesso, ai loro medesimi collaboratori dì ogni livello gerarchico. In quella occasione, fu dunque la Fiat a contattare Giorgio Cavazzano per fargli realizzare delle strisce a fumetti da inserire in un proprio trimestrale. I testi, scritti da Rudy Salvagnini, erano incentrati su una specie di curioso terzetto: Oreste, un simpaticone grande e grosso, e sempre affamato; Carmelo, un procacciatore d’affari più smaliziato; e … un camion. Il motivo di fondo ricorrente, cioè la sostanza umoristica delle strisce, consisteva nei reiterati e sempre frustrati tentativi del trio di trovare un’attività che permettesse loro di guadagnare per cambiare il vecchio camion con uno nuovo IVECO. La seconda importante occasione pubblicitaria si presento nel 1980 quando curò per la Gibbs
Dental Division Tiadent una campagna pubblicitaria sulla prevenzione della carie. La realizzazione consistette in un opuscoletto a fumetti a fumetti che si svolgeva nell’ambito di una famiglia intitolato “Rossi’s Story” e scritto da Ferruccio Alessandri. Lo stesso materiale fu poi variamente utilizzato in modi diversi, per altre campagne ed altre utilizzazioni pubblicitarie. Benché il fascicolo fosse distribuito gratis attraverso le farmacie, e pertanto non in vendita, lo si potrebbe considerare un vero e proprio best-seller, perchè già inizialmente ne furono stampate centinaia di migliaia di copie, poi però esaurite ma ristampate più volte; e comunque seguite negli anni successivi da un’altra storia, il fascicolo “Rossi’s Story n. 211. In seguito, una campagna analoga, riguardante io specifico uso dello spazzolino da denti, fu impostata su manifesti, riportati anche su tabelloni, poi esposti addirittura negli studi dentistici. Risale invece al 1984 una campagna dovuta eminentemente alla” mano” di Cavazzano, e che per l’Italia costituì il primo utilizzo pubblicitario in grande stile di un personaggio disneyano, mentre precedenti campagne li avevano sfruttati per non più di pochi mesi. L’aspetto, se vogliamo singolare, di tutta la faccenda è costituito dalla circostanza per cui un pubblicitario si portava dietro il ricordo di lui fin dalla propria infanzia, da quando cioè era stato un suo lettore, ed ora che era un creativo della grossa agenzia pubblicitaria Ted Bates poteva finalmente realizzare il desiderio di lavorare con lui e chiedeva la sua espressa collaborazione, per affidare al suo stile accattivante la realizzazione di una serie di pannelli per una campagna. Oltre tutto, si trattava di un cliente importante, ossia la “Dival”, e di realizzare una campagna inconsueta: da realizzare, ovvero un prodotto finanziario. La campagna fa una serie di immagini singole di Paperone, personaggio disneyano, che con rimanda a faccende di soldi. La campagna diffusa sui maggiori quotidiani e settimanali italiani durante l’anno 1985, e fu poi ripetuta nel 1986, 1987 e 1988, per un complesso di sei-sette pannelli l’anno, diffusi sia sui maggiori quotidiani sia sui principali settimanali politico-informativi. Ma la campagna forse più congeniale alle caratteristiche – e forse anche alle aspirazioni – di Cavazzano è appunto quella citata all’inizio, per la Eldorado. Una volta chiarite le esigenze specifiche del cliente e le esigenze particolari del prodotto, fu avviata la campagna pubblicitaria 1989, diffusa soprattutto attraverso la stampa. La campagna era curata da Sandro Pellò, che l’ha seguita fin dall’inizio e poi l’ha fatta portare avanti da Cavazzano anche negli anni successivi. All’inizio, si trattava di storielle a fumetti in due tavole, aventi come protagonista il leone Eldoleo, in una buffa giungla umoristica: nelle vicenduole viene insinuato, in maniera molto discreta, un messaggio pubblicitario sui gelati Eldorado. Apparsa durante il periodo estivo poi del 1990, 1991 e 1992 sul settimanale Il Giornalino, la campagna è passata nel 1993 sulle pagine del Corrierino, con un messaggio fattosi via via più impattante e diretto. Affidata all’agenzia pubblicitaria Solaris, questa l’ha resa notevolmente più ricca e intensa: a Cavazzano è stata commissionata la stesura completa, testi e disegni, di 20 episodi di 4 tavole, usciti ugualmente sul giornale nel corso dell’estate. Il fatto che un’agenzia pubblicitaria offra a un autore di esprimersi secondo i mezzi che gli sono propri – su un organo di stampa specifico come il giornale per bambini, che è quello su cui più coerentemente può figurare una storia a fumetti – è la più grossa soddisfazione cui possa aspirare un comunicatore.


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